Il dottor Antonio Franco Cassata. Chi è?
Fotografia 1
E’ alla procura generale di Messina e svolge attività di sostituto procuratore dal 1989. E’ stato per molto tempo presidente di un circolo culturale a Barcellona Pozzo di Gotto che si chiama “Cortra Fratres”, circolo di cui è stato oltretutto principale animatore. Era un circolo ben frequentato: da importanti esponenti della massoneria, dalla “realtà che conta” del luogo, ed anche da tale Giuseppe Gullotti. Giuseppe Gullotti non è un personaggio qualsiasi: è un boss incontrastato della mafia barcellonese che è anche il mandante, riconosciuto con sentenza passata in giudicato, dell’omicidio del giornalista Giuseppe Alfano, avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto l’8 gennaio del 1993. Altro socio importante del circolo era Rosario Cattafi, già indagato dalla procura della Repubblica di Caltanissetta nell’indagine per mandanti occulti delle stragi di Capaci e via D’Amelio, ma soprattutto nel 2000 destinatario della misura di prevenzione antimafia della sorveglianza speciale con obbilgo di soggiorno, in via definitiva. Perchè questa misura antimafia? Perchè Cattafi aveva legami accertati con piccoli personaggi: Benedetto Santapaola, Pietro Rampulla, Angelo Paminonda, Giuseppe Gullotta e altri ancora, tutti boss di buon calibro. Questo è l’ambiente in cui si trova ad operare e fare circolo culturale il dottore Cassata. Egli gestisce anche un museo etno-antropologico a Pozzo di Gotto, una realtà che riceve finanziamenti dalla regione Sicilia, dal comune di Barcellona Pozzo di Gotto, dalla provincia di Messina: insomma riceve finanziamenti da enti importanti i cui rappresentati operano sotto il territorio e patrocinio dell’ufficio giudiziario, e quindi dalla magistratura.
Fotografia 2
Il dottor Cassata ha uno strano comportamento durante la latitanza di Giuseppe Gullotti. Nel settembre ‘94 viene avvistato da due carabinieri mentre conversa in strada con una signora che si chiama Venera Rugolo: è la figlia di Francesco Rugolo ma soprattutto la moglie di Giuseppe Gullotti. Nei giorni successivi il dottor Cassata, presso il proprio ufficio esercita pressioni nei confronti dei due carabinieri perchè la loro relazione di servizio venga oscurata. Ne nasce un’indagine: il dottor Cassata ammette l’incontro con la moglie di Gullotta, ma la giustifica con una semplice coincidenza, la signora era uscita per una passeggiata con la figlia in carrozzina e Cassata si era fermato solo per dare una carezza alla piccola. Gli accertamenti successivi del consiglio superiore della magistratura hanno permesso di accertare che, per affermazione dei due carabinieri nell’esercizio delle loro funzioni, durante la conversazione fra Cassata e la Rugolo erano soli, non c’era insomma nessuna carrozzina.
Fotografia 3
Nel 1974 il dottor Cassata è protagonista di un viaggio in auto a Milano, accompagnato da un certo Giuseppe Chiofalo, un boss della mafia locale. Questo avvenimento è confermato dall’interrogatiorio svolto proprio a Chiofalo nel 2004.
Fotografia 4
Nel 1998 Cassata esercitava pressioni presso un altro magistrato del tribunale di Pozzo di Gotto, il dottor Daniele Cappuccio. Cosa chiede Cassata a Cappuccio? Chiede il rinvio della trattazione dell’udienza preliminare a carico di un certo Giuseppe Cannata, un consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Perchè? Perchè nel frattempo deve essere nominato vicepresidente del consiglio comunale, e di conseguenza diventerebbe responsabile dei finanziamenti al famoso museo etno-antropologico di Cassata.
Fotografia 5
Nel 97 una vicenda giudiziaria vedeva come imputato il carabiniere che faceva da autista a Cassata. Risulta da un’intercettazione telefonica di quel periodo che il dottor Cassata chiese all’ufficiale dei Carabinieri di interrompere le indagini sul suo autista, anzi, risulta che Cassata interloquì addirittura con un complice del suo autista prospettando la necessità di intimidire il denunciante. Il complice intimidì il denunciante, ma il denunciante non si intimidì per niente e andò dai magistrati a denunciare l’intimidazione. Il complice, riconosciuto colpevole, patteggia la pena per intimidazione.
Ora, il dottor Antonio Franco Cassata sta per essere nominato procuratore generale della corte d’appello di Messina…